APPLICAZIONE PRATICA CONTO DARE E CONTO AVERE

LA PARTITA DOPPIA SECONDO LUCA PACIOLI

Fig. 1


Per cogliere più agevolmente i fondamenti del
sistema informativo del Pacioli, ci accingiamo ad
applicare le norme e le procedure contabili stabilite nel De computis et scripturis .
Prendendo in considerazione un’impresa mercantile di nuova costituzione, in partenza interamente finanziata con il proprio capitale.
Facciamo conto di essere il mercante in questione che, una volta riforniti gli scaffali e magazzini, prima di cominciare a vendere voglia fare il punto della situazione. Avendo egli a disposizione, per operare, un complesso di beni così catalogabili: denaro contante in cassa; merci in magazzino per la vendita alla clientela; beni mobili e stabili quali il bancone ed altre attrezzature necessarie allo svolgimento
dell’attività. Si tratta di sommare i valori di questi beni. Ed ecco allora che ricorre ad un  ingegnoso espediente. Divide verticalmente a metà, con una (riga), il foglio su cui intende prendere nota di tutto, e decide di elencarvi ordinatamente sulla parte di sinistra i beni in suo possesso, con specificato il valore degli stessi, espresso in ducati. E darà a detta parte il nome di sezione delle attività. Mentre  nella sezione di destra,che per contrapposizione denominerà sezione delle passività, segnerà il valore del capitale, ovverosia il totale delle attività già elencate, che sono di sua esclusiva proprietà,costituiscono per il loro valore complessivo,l’entità del proprio capitale immesso
nell’impresa mercantile.

Attività                                                                                                                                   Passività

Cassa                                                200
Mercanzia                                         450 
Mobili , Stabili e Attrezzature          300                                            Capitale Proprio                 950
                                     Ducati          950___                                                    Ducati                   950

                                    duttilità del prospetto

Se poi il giorno stesso o quello successivo, gli capitasse di acquistare un’ulteriore partita di merce,
al prezzo di 120 ducati, per la quale il fornitore gli consentisse un  pagamento differito nel tempo,
lo stesso si renderebbe conto, che il  prospetto appena concepito  si  presterebbe
agevolmente a recepire la nuova operazione, modificandosi come segue.

Attività                                                                                                                                   Passività

Cassa                                                200
Mercanzia                                         570                                Debiti vs. Fornitori                        120
Mobili e Stabili e Attrezzature         300                                Capitale Proprio                             950
                                     Ducati       1.070                                                   Ducati                       1.070

Senza ulteriori indugi, possiamo affermare che, grazie alla suddivisione del foglio in due sezioni, il nostro ipotetico mercante è in grado di comporre un prospetto che, con riferimento ad un preciso istante, ritrae la sua impresa da due punti di vista alternativi e complementari. Il primo aspetto quello delle “Attività”, mette in mostra specificandone i valori, i beni che l’imprenditore ha a disposizione  per svolgere l’attività; il secondo aspetto, quello delle “Passività” evidenzia, sempre in termini di valore i diritti economici che su quel complesso di beni fanno presa, quelli dei creditori e quelli del proprietario in veste, per l’appunto, di proprietà. Ecco inventato il “conto”, o conto a “T”, che è un modo, o “modello”, del tutto originale di rapportarsi alla realtà d’impresa, mercantile o altro che sia. Esso consente, con un unico colpo d’occhio, una duplice visione dell’impresa, ponendo in evidenza tanto la sua struttura reale (Attività) quanto la sua struttura finanziaria (Passività). Come corollario all’invenzione del Grande Luca Pacioli, aggiungo di seguito la definizione del conto medesimo, estrapolata dal testo di contabilità in partita doppia “metodo Cagnoni”.
-I CONTI-
1) CHE COSA SONO I CONTI:
Come primo passo dobbiamo fare la conoscenza degli strumenti di cui dovremo continuamente servirci, e cioè dei conti. La pratica quotidiana ce ne dà la nozione, E’CONTO QUALUNQUE PROSPETTO NEL QUALE MEDIANTE SOMME E SOTTRAZIONI SI RILEVA LA GRANDEZZA CHE, MANO A MANO, ASSUME L’OGGETTO A CUI IL CONTO SI RIFERISCE. Le espressioni “DARE” e “AVERE” sono quelle, come sappiamo, normalmente usate per qualunque specie di conti. Queste espressioni sono le più ovvie e naturali per i conti intestati a persone e cose.
COSA SIGNIFICA APRIRE UN CONTO?
Aprire un conto vuol dire cominciare a registrare in un prospetto dedicato ad un determinato oggetto, il valore dello stesso al momento dell’apertura e le variazioni che l’oggetto del conto subirà per effetto delle operazioni che su di esso si faranno.
COSA SIGNIFICA CHIUDERE UN CONTO?
Chiudere un conto vuol dire mettere in evidenza il valore netto assunto dall’oggetto in un dato momento. Si tirano i totali di ciascuna delle due colonne e se ne fa la differenza. Questa differenza, che è l’importo che manca affinché le due colonne pareggino si chiama SALDO e si registra nella colonna dove il valore registrato è minore, dopo di che le due colonne pareggiano, ossia bilanciano.
COSA SIGNIFICA ADDEBITARE UN CONTO?
Addebitare un conto vuol dire registrare un importo nella colonna DARE di quel conto.
COSA SIGNIFICA ACCREDITARE UN CONTO?
Accreditare un conto vuol dire registrare un importo nella colonna AVERE di quel conto.
2) I CONTI E LA CONTABILITA’ GENERALE.
A seconda della natura dei fatti che sono chiamati a rilevare, i conti possono dividersi nelle seguenti grandi classi:
CONTI PATRIMONIALI,
vale a dire conti aperti alle attività e alle passività, quali figurano nel bilancio.
CONTI ECONOMICI,
vale a dire conti aperti ai costi e ai ricavi che si verificano durante l’esercizio.
CONTI AL NETTO,
vale a dire conti aperti al capitale netto e alle sue modificazioni.

LA PRIMANOTA SISTEMATICA

Dopo la trattazione dei conti, passiamo ora alla conoscenza e alla scritturazione sulla primanota.

In data 15 Dicembre 1980 è stata presentata presso la Camera di Commercio di Lucca la domanda n°19128 /80 (corredata della relazione tecnica) per ottenerne il brevetto.
Negli anni successivi questa prima nota è stata utilizzata da decine di migliaia di persone,(studi professionali, associazioni di categoria,e aziende) e, a conferma della sua validità, la stessa è stata inserita nei testi di ragioneria per gli Istituti Tecnici Astolfi & Negri edizioni Tramontana.
Infine, in data 26 Febbraio 1987,
il Ministero Dell’Industria del Commercio e Dell’Artigianato D.G.P.I.- UFFICIO CENTRALE BREVETTI rilascia al titolare Ulderico Cagnoni il brevetto per Modello Industriale n° 204719.
brev[1]

NUOVA PRIMA NOTA
Estrema facilità di registrazione anche da parte del compilatore inesperto e non pratico di contabilità.
Chiarezza di scrittura nella compilazione delle registrazioni in quanto lo schema che deve accogliere la registrazione è preimpostato:
è sufficiente quindi contrassegnare con una x le operazioni volute.
Annotazione in un apposito riquadro dell’importo della operazione con conseguente inserimento automatico degli importi in Dare ed Avere.
Elaborazione immediata, senza possibilità di errori nell’attribuzione del Dare/Avere, l’elaborazione in partita doppia è possibile anche a coloro che non hanno una preparazione specifica in materia contabile, ciò grazie al brevetto della nostra tavola sinottica.

Informo che al termine di questo articolo, e a completamento dello stesso, potrete vedere il video “COME ATTRIBUIRE AI CONTI IL DARE E L’AVERE”
(Segui-clicca il Link:http://youtu.be/_-cTDr2iWbE)

Ulderico Cagnoni